HomePiattiTapolòn

Il nome della ricetta deriva da una variante locale del verbo piemontese ciapulè che significa tritare, affettare finemente, tagliuzzare.

Origine

Secondo una leggenda la ricetta sarebbe stata creata da tredici pellegrini affamati che, di ritorno da una visita al santuario di San Giulio d’Orta, si fermarono nel luogo ove oggi sorge Borgomanero. Avendo ormai esaurito le provviste alimentari essi cucinarono un asinello al loro seguito. Per attenuare la durezza delle carni dell’animale queste furono spezzettate finemente e cotte a lungo nel vino. La pietanza piacque così tanto alla compagnia da convincerla a stabilirsi definitivamente nel luogo del pasto, dove fu fondato un villaggio che costituì il nucleo dell’odierna Borgomanero.

Storicamente il piatto è legato all’utilizzo dell’asino come mezzo di trasporto il quale a fine carriera, nonostante la durezza delle carni, poteva ancora rappresentare una preziosa fonte di cibo per i propri padroni.

Ingredienti

Gli ingredienti del tapolòn sono:

  • polpa di asino tagliata finemente a coltello o tritata grossa;
  • aglio e/o cipolla;
  • olio e/o lardo;
  • vino rosso;
  • lauro e erbe aromatiche;
  • sale e pepe;
  • chiodi di garofano.

Oggi al posto di quella d’asino viene spesso utilizzata carne di vitellone o di cavallo. A volte vengono anche aggiunti funghi, verza o sedano.

Preparazione

Si parte facendo soffriggere l’aglio e/o la cipolla con le erbe aromatiche a fuoco vivo nell’olio, con l’eventuale aggiunta di lardo. Quindi si aggiunge la carne con sale, pepe e chiodi di garofano proseguendo la cottura a fuoco vivo per qualche minuto. Dopodiché si aggiunge il vino rosso abbassando la fiamma e dopo circa un’ora di cottura il piatto può essere servito. La consistenza deve comunque risultare piuttosto morbida e sugosa.

Abbinamenti

Il tapolòn viene di solito consumato come accompagnamento per la polenta o la purea di patate oppure spalmato su fette di pane abbrustolito. Può essere utilizzato anche come guarnizione per una pizza bianca integrale. Si può abbinare ad un vino rosso fermo come una barbera piemontese o con i vini delle Colline Novaresi o delle Coste della Sesia.

fonte Wikipedia

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